UN UOMO DISTRATTO

 

Lunedì trenta dicembre arriva, finalmente, la sentenza della Corte dei Conti in merito alla vicenda dei soldi pubblici intascati - nel 2002 - dal senatore Luigi Lusi, al tempo tesoriere nazionale della formazione Democrazia e Libertà, meglio conosciuta come la Margherita.
Il suddetto ladrone, nato a Roma il 25 novembre 1961, deve risarcire allo Stato italiano Euro 22.810.200,00 da lui prelevati dalle casse dell'allora partito di Padre Francesco Rutelli e di Don Matteo Renzi per dar vita ad un'operazione immobiliare a Roma, Genzano, Castelli Romani, ed in provincia dell'Aquila.
L'avvocato del Distrattore Romano ha una bella faccia di tolla: sostiene che il suo assistito voglia rendere soltanto sedici dei suddetti milioni perché sei li avrebbe pagati di tasse.
Considerato che quei soldi sono finiti prima in Canada, per poi tornare in Italia solo a seguito del condono denominato 'scudo fiscale', il 'signor' Renato Archidiacono dovrebbe vergognarsi anche solo di aver pensato una cosa del genere; se non ci fosse stato il provvedimento di cui sopra, i soldi in questione sarebbero rimasti all'estero: altro che tasse!
Inoltre mi piacerebbe sapere due piccole cose: la prima è se la cifra calcolata dai Magistrati contabili sia o meno comprensiva di interessi e, se così è, in quale misura essi siano stati calcolati; la seconda è se gli stessi Giudici abbiano disposto l'acquisizione da parte dello Stato - naturalmente senza indennizzo alcuno, come si fa per quelli sequestrati alla criminalità organizzata - dei beni illecitamente incamerati dal Malvivente Democristiano.
Infine, due parole per l'avvocato di Democrazia e Libertà (ma non si era ufficialmente sciolta qualche mese fa?) Giovanni Battista Madia, nipote omonimo del tristemente noto legale e deputato fascista - sia durante la dittatura, sia nella fase della Repubblica borghese - a sua volta bisnonno dell'attuale deputato sedicente democratico Marianna Madia; costui sostiene che i soldi fossero del partito e che, secondo la sentenza, il reato penale dovrebbe essere rubricato come peculato e non appropriazione indebita, generando un aggravamento della posizione del Delinquente Romano: se così non fosse, il destinatario del rimborso dovrebbe essere, a suo avviso, il suo gruppo politico.
La soluzione della controversia è molto semplice: il Lusi versi nelle casse dello Stato quanto deve, poi sarà onere della Margherita intentare una causa contro la Ragioneria nazionale per cercare di ottenerli: intanto non sarebbero più nelle tasche di chi se ne è appropriato illecitamente.

 

Genova, 31 dicembre 2013

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

 

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